La Associazione Figli Per Sempre è la logica e consequenziale emanazione di Papà Separati dai Figli di Varese, nota Associazione fondata nel 2005, che pone come obiettivo statutario principale la difesa dei minori nell’ambito separativo con particolare riguardo al loro diritto alla bigenitorialità.
Il nome non doveva trarre in inganno: Papà Separati non era sessualmente orientata , nello statuto non vi eranoaccenti discriminatori e tra i soci numerose erano le donne (ben tre le fondatrici) che intendevano e intendono collaborare ai progetti in atto anziché rifugiarsi nella difesa di anacronistiche sacche di privilegio.
Ora, però, il nome è cambiato: non solo perchè ormai tante erano le donne che si erano trovate a combattere una battaglia per la bigenitorialità insieme a Papà Separati dai Figli ma anche a voler sottolineare nel nome e non solo nello statuto il vero senso della battaglia: la tutela dei diritti dei minori così spesso calpestati nei tribunali.
La Associazione si avvaleva e si avvale tuttora della collaborazione tecnica di numerosi legali, una psicologa, alcuni mediatori familiari e due pediatri.
Alcune iniziative dei suoi fondatori hanno tracciato solchi di portata storica nella giurisprudenza italiana al punto da condurre Papà Separati dai Figli –Varese- sui mass media nazionali (Canale 5, La Repubblica, Gente, Libero ecc.).
La Associazione era in piena espansione e stava attraversando un momento molto positivo sia dal punto di vista propositivo che costruttivo. Pensiamo che il cambio del nome porterà linfa nuova.
La consulenza psicologica e la mediazione familiare rappresentano, insieme col parere di legali di fiducia (che condividono quindi i nostri principi), i primi approcci necessari: la mediazione può scongiurare il rischio della separazione o almeno far giungere, nell’interesse dei figli, a una separazione serena, accettata e consensuale.
Il supporto psicologico può far stemperare la animosità delle parti o consentire di sopportare meglio alle parti e soprattutto ai figli il forte carico di stress psicologico indotto dalla separazione.
Anche il colloquio con chi (altri soci) ha già attraversato i momenti critici può aiutare sia a sopportare meglio sia a far tesoro delle esperienze di altri.
E’ anzi attivo un numero SOS (333-8301086) che aiuta i genitori in difficoltà (attivo dalle 10 alle 18 dal lunedì al venerdì).
Il parere legale qualificato e misurato è indispensabile per la gestione equilibrata del problema.
Anche una accurata opera di divulgazione culturale fa parte dei fini che la Associazione si propone: basti pensare ai convegni e ai seminari organizzati su temi come l’affido condiviso o la alienazione genitoriale.
Gli iscritti ricevono inoltre periodicamente una newsletter con le novità dalla Associazione.
Il sito internet offre molte informazioni sulla genitorialità in fase di separazione e una vasta rassegna stampa.
A volte, però, il buon senso manca: troppi sono ancora i casi in cui uno o più figli vengono trattenuti da uno dei genitori, ostacolati nella frequentazione del genitore non domiciliatario e usati come arma di pressione psicologica ed economica senza che il giudice della sede civile intervenga con provvedimenti incisivi.
In questi casi (per fortuna una esigua minoranza ma sicuramente i più gravi) Papà Separati dai Figli sta tracciando in sede penale una strada nuova , che riceve richieste di approfondimento ormai da tutta Italia, a difesa del minore.
Nel marzo 2006 e nel giugno 2007, per le due prime volte in Italia, Papà Separati Varese richiese la costituzione parte civile contro chi tratteneva i figli contro il provvedimento del giudice.
Nel settembre 2007 ha ottenuto, primo caso in Italia e autentica pietra miliare, la costituzione parte civile di un minore contro il genitore che impediva al piccolo di vedere l’altro genitore.
Nel dicembre 2007 ha approvato un protocollo che consente l’intervento formale della associazione nei casi in cui un genitore non si comporti bene nei confronti dei figli.
Nel 2008 è prevista una grande iniziativa a favore dei nonni, anche loro spesso impediti immotivatamente nella frequentazione dei nipoti.
In tal modo, laddove la Giustizia con le sue ben note mille lacune, non riesce a intervenire, sarà nell’intendimento associativo la società civile (Associazioni, nonni, avvocati dei minori) a tamponare la situazione critica. Altre Associazioni stanno ormai imitando in tutta Italia il modello varesino.