La mediazione familiare è un processo attraverso il quale due o piu' parti si rivolgono liberamente a un terzo neutrale, il mediatore, per ridurre gli effetti indesiderati del conflitto. La mediazione mira a ristabilire il dialogo tra le parti per poter raggiungere un obiettivo concreto: la riorganizzazione delle relazioni che risulti il piu' possibile soddisfacente per tutti. L'obiettivo finale della mediazione si realizza una volta che le parti si siano creativamente riappropriate, nell'interesse proprio e di tutti i soggetti coinvolti, della propria attiva e responsabile capacità decisionale.
Alle origini di ogni mediazione vi è un conflitto, una contesa, una contrapposizione. Nell'esistenza di un qualsiasi sistema biologico il conflitto è la normalità, e, in se stesso, non è né un bene, né un male; può avere effetti di crescita vitale, quando, ad esempio favorisce l'emergere di soluzioni nuove, diverse. A volte, invece, può risultare distruttivo, ogni volta che dinamiche parziali, fuori controllo diano luogo a esiti di dissoluzione della struttura globale entro cui il conflitto si è verificato. I conflitti soffocati, o gestiti male, sono proprio quelli che con ogni probabilità diventeranno problemi gravi.
Per trasformare il conflitto in qualcosa di utile, è necessario gestirlo in maniera opportuna, prendersene cura.
La mediazione può essere utile nelle situazioni di conflitto che si presentano per: separazione e divorzio, famiglie ricomposte, conflitti tra generazioni.
La mediazione non è una terapia.
Il mediatore è un facilitatore della comunicazione tra le parti. I problemi posti dalle parti possono essere di varia natura: affettivi, educativi, finanziari, ecc.. Il mediatore lavora con le parti attorno a questi problemi, affinchè venga acquisito uno stile di comunicazione efficace, costruttivo, praticabile e duraturo nel tempo.
Il mediatore tende a far sì che le parti riprendano a comunicare tra loro, aprendo canali che si erano bloccati, in modo da trovare un accordo. E' imparziale, non giudica, non impone soluzioni, è tenuto al segreto professionale.
Il mediatore non si sostituisce in alcun modo ad avvocati, medici, magistrati.
La mediazione punta in primo luogo alla responsabilizzazione delle parti, a far sì che esse conservino una chiara percezione degli interessi comuni che sarebbe sciocco sacrificare in nome della vendetta. Cerca di favorire l'ascolto reciproco, di riconoscere e rispettare i bisogni di ognuno, di non perdere di vista i bisogni e il benessere dei figli.
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